Il cliché degli investimenti

Esiste uno stereotipo che lega il concetto di investimento alla gestione finanziaria.

Il cliché o stereotipo non è altro che una schematizzazione preconcettuale frutto della scarsa famigliarità con un argomento. Facciamo un paio di esempi. All’estero è convinzione diffusa che gli italiani mangino pasta sia a pranzo che a cena ogni giorno. Nella storia le persone con i capelli rossi sono state accostate ad un’intrinseca cattiveria. Questi sono due tra i più banali esempi di stereotipi facilmente riscontrabili. Ora veniamo al nostro tema. Chi alla parola investimento lega immediatamente l’immagine di una banca o di azioni, titoli, fondi, PAC, polizze e così via? La quasi totalità di noi. Questo non è altro che un cliché economico-finanziario.

Questo stereotipo ha origini relativamente giovani, si è sviluppato negli ultimi trent’anni. Il concetto dell’investimento ha sempre posseduto una natura ben più variegata. Il dopoguerra è una tavolozza di innumerevoli tipi di investimento. In molti hanno deciso di investire abilità e denaro in attività produttive. Altri hanno perseguito il canale dell’investimento immobiliare, tramite acquisto e ristrutturazione o costruzione. Per un gruppo meno nutrito la strada è stata quella delle materie prime, scegliendo l’oscillazione di beni quali oro, diamanti o realtà simili. C’è, inoltre, chi ha perorato la causa artistica con fini meramente speculativi. Altri sarebbero gli esempi ma per la nostra analisi sono sufficienti le opzioni fin qui elencate. Il valore delle alternative all’investimento tramite istituti di credito è rintracciabile anche nell’indotto. E’, infatti, innegabile il beneficio economico che tali investimenti portano al comparto dell’economia reale, alla sfera che genera benessere sociale quindi.

Ma in definitiva a cosa dobbiamo la nostra restrizione dell’orizzonte speculativo?

Semplicemente al nostro interesse. Giustamente per anni il comparto finanziario ha offerto rendimenti maggiori e tempi di investimento minori. Perciò è stato corretto seguire quella via fino a quando i rendimenti sono stati tanto validi. Oggi lo scenario è ben diverso. Il frutto di investimenti finanziari possiede poche sicurezze ed è tutt’altro che allettante.E’ possibile valutare un ritorno a realtà speculative alternative rompendo il cliché finanziario. Tutto questo deve possedere una lettura in chiave moderna. Sono sempre più numerose le possibilità di investire in economia reale tramite gruppi speculativi. Partecipare, cioè, assieme ad altri ad acquisti di quote aziendali, attività, immobili, beni artistici, materie prime e così via.

 

In definitiva ritengo che sia giusto conoscere e valutare strade alternative a quella ormai stereotipata. L’accortezza, in questo caso come sempre, è quella di conoscere ed apprendere senza imboccare vie sconosciute alla cieca.

 

A presto.

Emanuele

 

 

 

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